Albert Speer e Marcello Piacentini. L'architettura del totalitarismo negli anni Trenta. Ediz. illustrata

Un'analisi comparativa delle politiche architettoniche del regime tedesco e italiano negli anni Trenta, attraverso le figure di Albert Speer e Marcello Piacentini. Il libro esplora l'intensa attività dei due architetti, analizzando i contesti politico-culturali e tracciando un bilancio di un'epoca architettonica controversa.

EAN: 9788857219851
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Dettagli sul prodotto

Un'analisi approfondita dell'architettura totalitaria degli anni Trenta

"Albert Speer e Marcello Piacentini: l'architettura del totalitarismo negli anni Trenta" di Sandro Scarrocchia, edito da Skira, offre un'analisi comparativa e unitaria delle politiche architettoniche del regime tedesco e italiano. Attraverso le figure di Albert Speer e Marcello Piacentini, il libro esplora l'intensa attività dei due architetti dagli anni Venti alla fine della Seconda Guerra Mondiale, analizzando i contesti politico-culturali e tracciando un bilancio di un'epoca architettonica controversa.

Il contesto storico e politico

L'opera si immerge nel clima culturale e politico degli anni Trenta, un periodo segnato dall'ascesa dei totalitarismi in Europa. In questo scenario, l'architettura divenne uno strumento potente per esprimere l'ideologia dei regimi, celebrando la grandezza e il potere dello Stato. Speer e Piacentini, in qualità di architetti di stato, furono protagonisti di questa trasformazione, plasmando il volto delle loro nazioni attraverso progetti ambiziosi e simbolici.

I protagonisti: Speer e Piacentini

  • Albert Speer: Architetto del Terzo Reich, Speer realizzò opere monumentali come il Reichsparteitagsgelände a Norimberga e pianificò la ricostruzione di Berlino, trasformandola in "Germania". Il suo stile, caratterizzato da una grandiosità neoclassica, mirava a impressionare e intimidire, riflettendo l'ideologia nazista.
  • Marcello Piacentini: Figura chiave dell'architettura italiana durante il Ventennio, Piacentini fu responsabile di importanti progetti urbanistici e architettonici, come la Città Universitaria di Roma e l'E42 (Esposizione Universale di Roma, poi diventata EUR). Il suo stile eclettico, che combinava elementi classici e moderni, si adattava alle esigenze del regime fascista.

I temi chiave del libro

  • Analisi comparativa: Il libro mette a confronto le opere e le idee di Speer e Piacentini, evidenziando le similitudini e le differenze tra l'architettura nazista e fascista.
  • Il ruolo dell'architettura: Scarrocchia esplora il ruolo dell'architettura come strumento di propaganda e controllo sociale, analizzando come i regimi totalitari utilizzarono gli edifici e gli spazi urbani per plasmare la coscienza collettiva.
  • Il bilancio di un'epoca: L'opera traccia un bilancio critico dell'architettura degli anni Trenta, valutando l'eredità di Speer e Piacentini e il loro impatto sulla storia dell'architettura.

Perché leggere questo libro?

"Albert Speer e Marcello Piacentini: l'architettura del totalitarismo negli anni Trenta" è un'opera fondamentale per chiunque sia interessato a comprendere l'architettura come espressione di potere e ideologia. Attraverso un'analisi rigorosa e approfondita, il libro offre una prospettiva inedita su un periodo storico cruciale, invitando il lettore a riflettere sul rapporto tra architettura, politica e società.