Un'analisi sociopsicologica della vegafobia, un invito all'introspezione per i "carnisti" ad affrontare le proprie irrazionalità e il senso di colpa, decostruendo stereotipi e pregiudizi sul rapporto tra uomo, cibo e società.
Per qualsiasi esigenza Scrivici su WhatsApp, oppure visita la pagina contattaci.
Spedizione gratuita in tutta Italia, per maggiorni informazioni: pagina spedizioni.
Un tempo, i comunisti erano additati come coloro che "mangiavano i bambini". Oggi, i vegani si trovano spesso al centro di una demonizzazione simile. Etichettati come nazivegani, radical chic, moralisti e cagionevoli di salute, coloro che scelgono di rinunciare ai cibi di derivazione animale sono costantemente bersaglio di offese e pregiudizi di vario genere. Questo fenomeno ha un nome: "vegafobia", un termine coniato nel 2011 che racchiude tutte le forme di rappresentazione spregiativa dei vegani e del veganismo.
Ma da cosa nasce questa avversione? Quali sono le motivazioni profonde che la alimentano? Questo saggio di Dario Martinelli si propone di esplorare la vegafobia da una prospettiva sociopsicologica, offrendo un'analisi approfondita delle dinamiche che la sottendono.
"Anche Hitler era vegano. Demagogia e stereotipi della vegafobia" non è solo un'indagine accademica, ma anche un invito diretto ai "carnisti" a guardarsi dentro e ad affrontare le proprie irrazionalità e il senso di colpa che spesso si cela dietro l'ostilità verso il veganismo. Il libro mira a decostruire gli stereotipi e i pregiudizi, promuovendo una riflessione critica sul rapporto tra uomo, cibo e società.
Parole chiave: Vegafobia, veganismo, stereotipi, pregiudizi, etica alimentare, sociopsicologia, Dario Martinelli, Mimesis.