Un saggio che esplora l'inaspettata connessione tra l'arte sumera e l'arte romanica, rivelando un complesso reticolo di influenze nascoste. Accompagna il saggio il "Ritratto" di Jean-François Chevrier, una fonte unica sulla vita dello studioso Jurgis Baltrusaitis.
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"Arte sumera, arte romanica" di Jurgis Baltrusaitis esplora l'affascinante e inaspettata connessione tra due mondi artistici apparentemente distanti nel tempo e nello spazio. Questo saggio rivoluzionario, pubblicato per la prima volta nel 1934, ha scosso il mondo della storia dell'arte, rivelando un complesso reticolo di influenze nascoste che collegano le immagini dell'antica Mesopotamia con la scultura romanica medievale.
Baltrusaitis, con una perspicacia straordinaria, individua le vie occulte attraverso cui le forme e i motivi dell'arte sumera sono stati trasmessi e reinterpretati nell'arte romanica. La sua analisi approfondita svela come temi, simboli e tecniche artistiche abbiano viaggiato attraverso i secoli, influenzando la creazione di opere d'arte in contesti culturali diversi.
Ad accompagnare il saggio di Baltrusaitis, troviamo il prezioso "Ritratto" tracciato da Jean-François Chevrier, una fonte unica sulla vita dello studioso. Chevrier delinea la "mitologia personale accuratamente nascosta" di Baltrusaitis, rivelando un uomo elusivo che ha dedicato la sua vita a una ricerca audace e originale.
Il "Ritratto" offre uno sguardo intimo sulla vita di Baltrusaitis, svelando aneddoti e ricordi che illuminano la sua personalità e il suo percorso intellettuale. Scopriamo un uomo che ha saputo unire rigore scientifico e sensibilità artistica, aprendo nuove prospettive sulla storia dell'arte.