"Capitalismo feudale" analizza come liberismo e tecnocrazia abbiano generato disuguaglianze e concentrazione del potere, riportando in auge dinamiche simili al sistema feudale. Il libro offre spunti di riflessione e proposte per un futuro più giusto e sostenibile.
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"Capitalismo feudale. Come liberismo e tecnocrazia hanno riportato indietro le lancette della storia" di Gaetano Salvemini, con la prefazione di Alessandro Barbero, offre una lucida analisi delle trasformazioni che hanno plasmato il mondo contemporaneo. Il libro esplora come il connubio tra liberismo sfrenato e tecnocrazia abbia generato nuove forme di disuguaglianza e concentrazione del potere, riportando in auge dinamiche simili a quelle del sistema feudale.
L'autore ripercorre le tappe fondamentali dell'evoluzione economica e sociale, evidenziando come le promesse di progresso e benessere diffuse dal liberismo si siano spesso tradotte in un aumento delle disparità e in una perdita di controllo democratico. La tecnocrazia, con la sua pretesa di neutralità e oggettività, finisce per legittimare scelte politiche ed economiche che favoriscono ristrette élite a scapito della collettività.
Il libro mette in luce come le grandi corporation e i detentori di capitali siano diventati i nuovi feudatari del XXI secolo, in grado di influenzare le decisioni politiche e di accumulare ricchezze in modo sproporzionato. L'autore analizza le conseguenze di questa concentrazione del potere sulla democrazia, sul lavoro e sull'ambiente.
"Capitalismo feudale" non si limita a denunciare le storture del sistema attuale, ma offre anche spunti di riflessione e proposte per un futuro più giusto e sostenibile. Il libro invita i lettori a prendere coscienza delle dinamiche in atto e a impegnarsi attivamente per costruire un'alternativa al capitalismo feudale.