Un viaggio personale e storico di Paolo Rumiz alla scoperta del fronte orientale della Prima Guerra Mondiale, un'esplorazione della memoria e un inno alla riconciliazione per riscoprire le radici europee e costruire un futuro di pace.
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"Come cavalli che dormono in piedi" di Paolo Rumiz è un'opera intensa e commovente che ci trasporta in un viaggio attraverso la storia e la memoria. Nel 1914, migliaia di trentini e giuliani, sudditi dell'Impero austroungarico, furono inviati a combattere sul fronte russo. Un conflitto dimenticato, oscurato dalle epopee di Verdun e del Piave, ma che ha segnato profondamente la storia europea.
Paolo Rumiz intraprende un viaggio personale, partendo dalla figura del nonno in montura austroungarica, per esplorare la Galizia, terra di Bruno Schulz e Joseph Roth, antica frontiera dell'Impero. Un viaggio che si trasforma in un'evocazione di figure ancestrali, una discesa nell'Ade omerica, illuminata da piccoli riti e pervasa da una profonda pietà.
L'autore contrappone alla celebrazione della guerra una riflessione sulla memoria e sulla riconciliazione. Unisce il silenzio di Redipuglia ai sussurri dei cimiteri galiziani, creando un'unica voce che celebra la compassione e l'umanità. Rumiz ci invita a considerare l'Europa come un'entità che può nascere solo dalla riconciliazione con i morti, i veri depositari del senso di un'unione che forse non è ancora compiuta.
"Come cavalli che dormono in piedi" è un libro che invita alla riflessione, un'opera che ci ricorda l'importanza di non dimenticare il passato per costruire un futuro di pace e di comprensione. Un libro che parla al cuore dell'Europa e della sua anima più profonda.