Un'analisi delle narrazioni classiche sulle epidemie, da Tucidide a Lucrezio, per comprendere come gli antichi interpretarono questi eventi e come le loro riflessioni possono illuminare la nostra comprensione della pandemia di Covid-19.
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"Come si racconta un'epidemia: Tucidide e altre storie" di Emanuele Stolfi, edito da Carocci, offre un'analisi approfondita delle narrazioni che gli antichi elaborarono riguardo alle epidemie, reali o immaginarie. Il libro si propone di esplorare come la letteratura classica ha affrontato il tema delle epidemie, offrendo spunti di riflessione ancora attuali per comprendere le sfide che il mondo contemporaneo si trova ad affrontare.
Il volume guida il lettore in un percorso affascinante, partendo dal resoconto di Tucidide, considerato il più "moderno", per poi risalire all'Iliade e all'Edipo tiranno di Sofocle, fino al poema Sulla natura delle cose di Lucrezio. Attraverso l'analisi di questi testi, Stolfi ricostruisce la storia dei vari morbi e le interpretazioni che essi suscitarono.
L'autore evidenzia come la "peste" diventi una questione etica e talora religiosa, ancor prima che biomedica, interagendo con il potere e chiamando in causa molteplici saperi. La "peste" assurge così a metafora potente e polisemica, oltre che a male ricorrente, per vari aspetti accostabile alla guerra.
Le impostazioni e le chiavi di lettura proposte nel libro, al di là dell'enorme distanza degli scenari materiali e cognitivi, hanno ancora molto da dire per chi rifletta criticamente sulla drammatica esperienza della pandemia di Covid-19. "Come si racconta un'epidemia" offre, quindi, uno strumento prezioso per comprendere il nostro presente alla luce del passato.