Un romanzo che racconta la storia di Daniel, Mark, Paul e Rico, cresciuti nella Germania dell'Est e catapultati in una nuova realtà dopo la caduta del Muro di Berlino. Un racconto crudo e poetico sulla disillusione di una generazione e sulla ricerca di un futuro in un mondo in rapida trasformazione.
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"Eravamo dei grandissimi" di Clemens Meyer è un'immersione nella vita di Daniel, Mark, Paul e Rico, cresciuti nella Germania dell'Est come "pionieri". Negli anni che precedono la caduta del Muro di Berlino, i loro sogni e le loro illusioni sono amplificati dal mito dell'Ovest, percepito come una promessa a portata di mano.
Con la riunificazione delle due Germanie, le loro vite cambiano radicalmente, trasformandosi in una folle corsa fatta di furti d'auto, alcol, paura e rabbia. Meyer ci offre un ritratto vivido e senza filtri di una generazione a cavallo tra due mondi, una generazione che cerca di sopravvivere e di inventarsi un futuro nel selvaggio Est.
Saltando da un piano temporale all'altro, l'autore ci trasporta nella Lipsia delle case occupate, degli incontri clandestini di boxe, degli hooligan, delle prime discoteche e delle bevute disperate. Con una prosa potente e poetica, Meyer racconta gli anni che ha amato a caro prezzo, vedendo i suoi amici d'infanzia perdersi uno dopo l'altro e il mito dell'Ovest sgretolarsi lentamente.
Lo stile di Meyer ricorda quello di Trainspotting, con la stessa schiettezza e la stessa urgenza di raccontare una realtà marginale e spesso dimenticata. "Eravamo dei grandissimi" è un romanzo potente e commovente, che ci invita a riflettere sulla storia recente della Germania e sull'impatto che ha avuto sulla vita di una generazione.