Un'esplorazione artistica della fluidità e dell'instabilità del corpo umano, dai miti antichi alle icone contemporanee. Il libro analizza come l'arte ha rappresentato passaggi di genere, metamorfosi e ambiguità, riflettendo l'inquietudine e il fascino per ciò che sfugge alle definizioni rigide.
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"Fluido. Corpi mutevoli e instabili nell'arte" di Roberta Scorranese, edito da Giunti Editore, esplora le trasformazioni del corpo umano nell'arte, dai miti antichi alle icone contemporanee. Il libro analizza come artisti e scrittori hanno rappresentato passaggi di genere, metamorfosi e ambiguità, riflettendo l'inquietudine e il fascino per ciò che sfugge alle definizioni rigide.
Il volume ripercorre figure emblematiche come Ermafrodito, San Sebastiano, Dioniso e Ganimede, analizzando i travestimenti di Zeus e le creature multiformi come sirene e streghe. Scorranese esamina il femminino maschilizzato di Michelangelo, i ragazzi ambigui di Caravaggio e le metamorfosi della modernità, culminando nella fluidità spettacolare di David Bowie e nell'impertinenza di Damiano David.
Il libro indaga come l'arte ha inseguito e raccontato la mutevolezza del corpo, riscontrabile nelle fonti, nel mito e nella letteratura. Attraverso un'analisi accurata, l'autrice svela come il corpo umano, da sempre, nasconda o esibisca qualcosa di indefinito, sfuggendo alle classificazioni e inseguendo un'ambiguità formale e sessuale.
"Fluido. Corpi mutevoli e instabili nell'arte" è un'opera imprescindibile per chiunque sia interessato all'arte, alla storia e agli studi di genere, offrendo una riflessione stimolante e approfondita sulla rappresentazione del corpo umano e sulla sua continua trasformazione.