Questo libro racconta la storia dei prigionieri di guerra italiani in Russia durante la seconda guerra mondiale, descrivendo le loro condizioni di vita nei campi di prigionia, le cause di morte e le difficoltà nel rimpatrio.
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Con il termine "prigionieri di guerra italiani nell'Unione Sovietica" si fa riferimento ai prigionieri di guerra dell'esercito italiano in Russia (ARMIR e CSIR) e al loro destino nell'Unione Sovietica di Stalin durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Oltre 60.000 prigionieri di guerra italiani furono catturati dall'Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale. Quasi tutti furono catturati nel dicembre del 1942 durante l'offensiva sovietica denominata "operazione Piccolo Saturno" che annientò gran parte dell'esercito italiano in Russia (8ª Armata o ARMIR, Armata Italiana in Russia).
L'ARMIR, composta da circa 235.000 membri, operò tra il dicembre 1942 e il febbraio 1943 a sostegno delle forze tedesche impegnate a Stalingrado e nei dintorni. In questo periodo il numero totale di soldati italiani dispersi era di 84.830.
Secondo gli archivi sovietici, 54.400 prigionieri di guerra italiani raggiunsero vivi i campi di prigione sovietici; e di questi 44.315 prigionieri (più dell'80%) morirono in cattività all'interno dei campi, molti dei quali nell'inverno del 1943.
Un elenco dei nomi dei soldati, in cirillico, in cui è presente la data e luogo di morte, è stato prodotto dalle autorità russe dopo il 1989. 10.085 prigionieri furono rimpatriati tra il 1945 e il 1954.
Il destino individuale di 30.430 soldati, che morirono durante i combattimenti e il ritiro o dopo la cattura, è meno noto. Si stima approssimativamente che circa 20.000 uomini abbiano perso la vita a causa dei combattimenti e 10.000 uomini siano morti tra il momento in cui sono diventati prigionieri e il momento in cui si sono registrati all'interno dei campi.
La questione dei prigionieri di guerra italiani in Unione Sovietica rimase un tema politico caldo nell'Italia postbellica. Non furono mai condotte delle indagini serie a causa della riluttanza delle autorità sovietiche a fornire informazioni sul destino di decine di migliaia di soldati dispersi.
La storia dei prigionieri italiani in Russia è un capitolo tragico della seconda guerra mondiale, spesso dimenticato. Questo libro offre un'analisi dettagliata di questa vicenda, con particolare attenzione alle condizioni di vita nei campi di prigionia, alle cause di morte e alle difficoltà nel rimpatrio.