Un'analisi approfondita dei teoremi di incompletezza di Kurt Gödel, che hanno rivoluzionato la filosofia della scienza. Il libro esplora il contesto storico e filosofico, le implicazioni per la logica e la matematica, e l'influenza sul pensiero contemporaneo.
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Nel 1930, i teoremi di incompletezza di Kurt Gödel sconvolsero il mondo della filosofia della scienza, segnando un punto di svolta nel pensiero scientifico. La sua dimostrazione, che evidenzia come in una teoria che soddisfi determinate condizioni minime sia possibile formulare una proposizione che non può essere né provata né smentita all'interno della teoria stessa, rappresenta una pietra miliare imprescindibile per chiunque voglia esplorare i confini della conoscenza.
L'annuncio di questi due teoremi durante il convegno di Königsberg, dedicato all'epistemologia e alle scienze esatte, infranse il sogno di Leibniz di un "calcolemus" universale, capace di risolvere ogni controversia attraverso il calcolo. Da quel momento in poi, si impose una nuova logica, caratterizzata da antinomie e paradossi che sfidavano le certezze consolidate.
Questo libro offre un'analisi approfondita e rigorosa dei teoremi di incompletezza di Gödel, rendendo accessibili concetti complessi anche a chi non ha una formazione specifica in matematica o logica. L'autore ripercorre il contesto storico e filosofico in cui i teoremi sono stati formulati, spiegando in modo chiaro e conciso le implicazioni per la filosofia della scienza, la matematica e l'informatica.
Questo libro è un'opera essenziale per chiunque voglia comprendere a fondo i teoremi di incompletezza di Gödel e le loro implicazioni per la filosofia della scienza e la matematica.