Un'indagine familiare che ripercorre tre generazioni tra Italia ed Eritrea, svelando segreti e menzogne del colonialismo italiano e affrontando temi di razzismo e identità.
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"Il colore del nome: storia della mia famiglia" di Vittorio Longhi è un'indagine toccante e profonda sulla storia di una famiglia italo-eritrea, segnata dal colonialismo, dal razzismo e dalla ricerca di identità. Attraverso la lente della sua esperienza personale, l'autore dipinge un affresco vivido e commovente di un passato spesso dimenticato, ma che continua a influenzare il presente.
La storia inizia con un messaggio inaspettato su Facebook, che rivela a Vittorio l'esistenza di una presunta cugina eritrea di nome Aida. Da quel momento, la sua vita viene sconvolta e il suo passato coloniale riemerge con forza, portandolo a interrogarsi sulle sue radici e sulla sua identità.
Il libro ripercorre le vicende di tre generazioni di uomini tormentati e donne forti, a partire dal bisnonno Giacomo, arrivato in Eritrea nel 1890 come soldato del Regio Esercito. Lì, Giacomo ha due figli con una giovane donna eritrea, per poi abbandonarli al loro destino. Il nonno Vittorio, attivista meticcio, viene assassinato ad Asmara, lasciando la sua famiglia a fare i conti con le conseguenze del fascismo. Il padre Pietro si rifugia in Italia, ma non riesce a trovare la stabilità desiderata.
Seguendo le tracce della sua famiglia, Vittorio scopre segreti inconfessabili e menzogne che hanno segnato la storia del colonialismo italiano in Eritrea. Un passato rimosso e insabbiato, che continua a pesare sulle coscienze di chi è legato a quella terra.
"Il colore del nome" è un libro che invita alla riflessione sull'importanza delle radici, sulla forza del sangue e sulla complessità dell'identità. Un'opera che affronta temi delicati come il razzismo, il colonialismo e l'integrazione, offrendo una prospettiva inedita e profondamente umana.