Un criminologo di fama ripercorre la sua carriera, aprendo uno squarcio sulla storia nera d'Italia e sui traumi che hanno segnato la nostra coscienza collettiva. Un viaggio nell'abisso della psiche umana, tra scene del crimine, carceri di massima sicurezza e interrogatori serrati.
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"Il diavolo non esiste: il male è ovunque". Con queste parole, Adolfo Ceretti, criminologo di fama, ci introduce nel suo mondo fatto di oscurità, crimini efferati e incontri ravvicinati con la mente criminale. In "Il diavolo mi accarezza i capelli", Ceretti ripercorre la sua carriera, aprendo uno squarcio sulla storia nera d'Italia e sui traumi che hanno segnato la nostra coscienza collettiva.
Questo libro non è solo un'autobiografia, ma un vero e proprio viaggio nell'abisso della psiche umana. Ceretti ci accompagna tra scene del crimine, carceri di massima sicurezza e interrogatori serrati, svelandoci i segreti del suo lavoro e le tecniche utilizzate per entrare in contatto con i sospettati, superandone le difese e la diffidenza.
Da casi iconici come l'omicidio Calabresi alle Brigate Rosse, passando per Prima Linea e la Uno Bianca, Ceretti analizza con lucidità e spietatezza i meccanismi che portano una persona a compiere atti criminali. Un racconto personale, intenso e libero da pregiudizi, che si intreccia con la storia d'Italia e affronta i grandi traumi della nostra coscienza collettiva.
Ceretti ci invita a riflettere sul confine labile che separa vittime e carnefici, cercando i punti di contatto tra le due parti e cercando di capire cosa trasforma una persona in un criminale e come sia possibile riabilitarsi. Un viaggio attraverso lo specchio del diavolo per riuscire ad abbracciare il nostro riflesso più oscuro.
Un libro intenso, coinvolgente e capace di scuotere le coscienze, che ci invita a confrontarci con il lato oscuro della natura umana.