Un'analisi approfondita del tentativo del regime fascista di plasmare la scuola elementare italiana secondo i propri ideali, esplorando la resistenza dei maestri e l'impatto sull'istruzione.
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"Il fascismo e i maestri" di Giorgio Chiosso offre un'analisi dettagliata del tentativo del regime fascista di plasmare la scuola elementare italiana secondo i propri ideali. Il libro esplora come il fascismo mirasse a trasformare la scuola, in particolare quella elementare, nell'ambiente ideale per coltivare le giovani generazioni nello spirito del regime. L'obiettivo era chiaro: creare un "nuovo italiano" completamente allineato con i principi fascisti.
La scuola elementare, essendo l'unica frequentata dalla maggior parte degli italiani, divenne un punto focale per il regime. Mussolini stesso sottolineò più volte che la scuola non doveva essere estranea al fascismo, ma piuttosto educare i giovani a comprenderlo e a rinnovarsi in esso. Il libro esamina come il regime cercò di sottomettere la scuola elementare e i suoi maestri al fine di raggiungere questo obiettivo.
Nonostante le pressioni del regime, i maestri, molti dei quali formati alla scuola di Giuseppe Lombardo Radice, non si lasciarono facilmente assoggettare. Attraverso forme di dissimulazione e indipendenza didattica, e in alcuni casi anche aperto dissenso, i maestri resistettero al tentativo di indottrinamento fascista. Il libro esplora le strategie e le tattiche utilizzate dai maestri per mantenere una certa autonomia e proteggere i propri valori educativi.
"Il fascismo e i maestri" è una lettura essenziale per chiunque sia interessato alla storia dell'educazione, alla storia del fascismo e al ruolo degli intellettuali e degli insegnanti durante i regimi totalitari. Il libro offre una prospettiva nuova e approfondita su un periodo cruciale della storia italiana, mettendo in luce le dinamiche complesse tra potere politico e istituzioni educative.