Un prigioniero ebreo si trova di fronte a un soldato morente delle SS che gli chiede perdono per i suoi crimini. Anni dopo, tormentato dal suo rifiuto, si interroga sui limiti del perdono e della giustizia, aprendo un dibattito universale e necessario.
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Immergiti in una delle questioni morali più complesse del XX secolo con "Il Girasole. I limiti del perdono" di Simon Wiesenthal. Questo libro, edito da Garzanti, non è solo un racconto, ma un vero e proprio invito alla riflessione, un dibattito aperto sulle frontiere del perdono e della giustizia.
Nel 1942, nella Leopoli occupata, Simon Wiesenthal, prigioniero ebreo, si trova di fronte a una richiesta inaspettata: un giovane soldato delle SS, morente, lo implora di concedergli il perdono per i suoi crimini. Wiesenthal, sconvolto, rifiuta. Questo rifiuto lo perseguiterà per tutta la vita, spingendolo a interrogarsi costantemente sulla sua decisione.
Anni dopo, diventato il celebre "cacciatore di nazisti", Wiesenthal non riesce a liberarsi dal peso di quel rifiuto. Condivide la sua storia con amici, cerca risposte incontrando la madre del soldato, e infine decide di rendere pubblica la vicenda, invitando altri testimoni e intellettuali a esprimersi. Ha fatto bene a negare il perdono? Dove si colloca il limite tra giustizia e misericordia?
"Il Girasole. I limiti del perdono" è un libro che ti cambierà, un'esperienza di lettura intensa e stimolante che ti accompagnerà a lungo.
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