Vittorio Gregotti analizza criticamente l'architettura contemporanea, il suo rapporto con il sublime e l'influenza del capitalismo finanziario globalizzato. Il libro invita a una riflessione sull'importanza del contesto storico e della ricerca della verità nell'architettura.
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In "Il sublime al tempo del contemporaneo", Vittorio Gregotti affronta il tema dell'architettura contemporanea e del suo rapporto con il sublime, in un'epoca dominata dal capitalismo finanziario globalizzato. L'autore propone una riflessione critica sulle tendenze architettoniche degli ultimi trent'anni, evidenziando come l'identificazione con la cultura del capitalismo abbia impedito una presa di coscienza delle contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo.
Gregotti sottolinea l'importanza di opporsi a qualsiasi disgiunzione dell'architettura dalla politica, dal contesto storico e dall'uso, al fine di perseguire una nuova critica positiva della realtà. L'architettura deve essere volta alla ricerca della verità, anche attraverso la finzione, ma mai attraverso la menzogna, costruendo possibilità alternative di conoscenza, senza rispecchiamenti di ideologie come falsa coscienza.
L'autore mette in guardia contro la perdita di contatto con il contesto e la storia, elementi fondamentali per un'architettura che sappia interpretare e rispondere alle esigenze del nostro tempo. Gregotti invita a considerare la regola come misura di ogni eccezione, al fine di promuovere una modificazione creativa dello stato delle cose attraverso le forme dell'architettura.
"Il sublime al tempo del contemporaneo" è un libro che invita alla riflessione critica sull'architettura contemporanea e sul suo ruolo nella società. Un'opera che stimola il dibattito e propone nuove prospettive per un'architettura capace di interpretare e trasformare il mondo che ci circonda.