Un racconto avvincente di Matteo Melchiorre sulla storia di un gruppo di amici decisi a opporsi alla costruzione di una superstrada, percepita come una ferita al territorio. Tra sabotaggi goliardici e riflessioni profonde, un affresco vivido dell'Italia di oggi e un invito a difendere le identità locali.
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Immagina un piccolo angolo d'Italia, stretto tra montagne e tradizioni, minacciato dall'arrivo di un'imponente superstrada. In questo scenario, nasce "La banda della superstrada Fenadora-Anzù con vaneggiamenti sovversivi", un racconto avvincente di Matteo Melchiorre che narra la storia di un gruppo di amici decisi a opporsi a un progetto percepito come una ferita al territorio.
Tutto ha inizio il 26 aprile 2004, quando l'autore assiste all'avvio dei lavori per la costruzione della SS 50 bis/var. Da quel momento, un sentimento di ribellione lo pervade, spingendolo a fondare una "banda" con l'obiettivo di ostacolare la realizzazione dell'opera. Ma non si tratta di una vera e propria organizzazione criminale, bensì di un gruppo di persone animate da un forte senso di appartenenza al territorio e dalla volontà di difenderlo.
Le azioni della banda sono tanto goliardiche quanto determinate: sabotaggi al cantiere, scritte provocatorie sul cemento, invenzione di un falso patrimonio archeologico da tutelare. Ogni gesto è un atto di resistenza, una dichiarazione d'amore per la propria terra. Ma dietro l'apparente leggerezza, si cela un impegno profondo e una riflessione critica sul rapporto tra progresso e conservazione, tra sviluppo e identità.
Attraverso il racconto di questa singolare vicenda, Matteo Melchiorre offre un affresco vivido e autentico dell'Italia di oggi, un paese in cui le grandi opere spesso si scontrano con le realtà locali, generando conflitti e resistenze. Un libro che invita a riflettere sul valore del territorio, sulla partecipazione civica e sulla necessità di un modello di sviluppo più sostenibile e rispettoso delle identità locali.
Il romanzo è ambientato nel bellunese, in Veneto, tra il 2004 e il 2010, durante la costruzione della superstrada Fenadora-Anzù. Un periodo di grandi trasformazioni per il territorio, segnato da polemiche e proteste.