Un bambino tormentato da incubi trascorre una settimana bianca in una baita isolata. Un'atmosfera di suspense e inquietudine crescente, un romanzo breve ma intenso che esplora la fragilità dell'infanzia e la forza delle paure.
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Immagina di trovarti in una baita isolata, circondato da un paesaggio innevato e apparentemente idilliaco. Ma sotto la superficie candida, si nasconde un'inquietudine crescente, un senso di pericolo imminente che ti toglie il respiro. Questo è ciò che proverai leggendo "La settimana bianca" di Emmanuel Carrère, un breve ma intenso romanzo che ti terrà col fiato sospeso fino all'ultima pagina.
Il protagonista è Nicolas, un bambino fragile e introverso che partecipa a una settimana bianca con la scuola. Fin da subito, Nicolas si distingue dagli altri: arriva in auto con il padre anziché in pullman con i compagni, appare più chiuso e bisognoso di protezione. Ma ben presto, scopriamo che Nicolas è tormentato da incubi, che legge di nascosto un libro di storie spaventose e che la sua immaginazione è popolata da mostri e paure oscure.
Carrère costruisce la tensione con maestria, dosando sapientemente gli indizi e le rivelazioni. Il lettore percepisce che qualcosa di terribile sta per accadere, ma non riesce a capire cosa. Nicolas è vittima o carnefice? È un bambino innocente o un piccolo mostro? E qual è la natura della minaccia che incombe su di lui?
"La settimana bianca" è considerato da molti il romanzo più riuscito di Carrère, un esempio di scrittura precisa, essenziale e capace di creare un'atmosfera di crescente inquietudine. Un libro che ti farà riflettere sulla fragilità dell'infanzia, sulla forza delle paure e sulla sottile linea che separa la realtà dall'incubo.