Un accorato appello alla semplicità, alla natura e alla pace, scritto alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Un'ode al lavoro manuale e una critica al profitto e alla guerra, che invitano a riflettere sul valore della vita e sulla necessità di un cambiamento profondo.
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"Lettera ai contadini sulla povertà e la pace" di Jean Giono è un'opera che risuona con forza ancora oggi, un grido di ribellione contro la tecnologia e un inno alla bellezza della natura. In questo libro, Giono eleva il lavoro manuale come via di salvezza e celebra l'individualismo anarchico, offrendo una visione alternativa a un mondo dominato dal profitto e dalla guerra.
Scritto alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, questo appello accorato rappresenta un tentativo disperato di Giono di opporre la semplicità, il buon senso e la poesia a un mondo che stava correndo verso l'abisso. Le sue parole, rivolte ai "contadini", evocano una grande occasione perduta, l'ultimo momento in cui forse era ancora possibile evitare la svolta che avrebbe cancellato per sempre la saggezza e la cultura contadina.
Prefazione di Carlo Petrini. Un libro che invita alla riflessione e all'azione, un'ode alla bellezza della vita semplice e un monito contro la follia della guerra.