Un resoconto dell'incontro tra Julian Assange di WikiLeaks e Eric Schmidt di Google, che rivela due visioni radicalmente opposte sul futuro di Internet e della società digitale. Il libro include una trascrizione annotata della loro conversazione e nuovi testi di Assange.
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Nel giugno del 2011, un evento singolare ha scosso il mondo dell'informazione: Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, ha ricevuto la visita di Eric Schmidt, allora presidente di Google, nella sua residenza di campagna nel Norfolk, dove si trovava agli arresti domiciliari. Questo incontro ha segnato un confronto diretto tra due visioni opposte sul futuro di Internet e della società digitale.
Assange, paladino della libertà di informazione e dell'indipendenza digitale, e Schmidt, leader di un impero tecnologico globale, hanno discusso a lungo delle sfide politiche e delle soluzioni tecnologiche offerte dalla digitalizzazione. Dalla Primavera Araba ai Bitcoin, ogni argomento è stato analizzato attraverso due prospettive radicalmente diverse.
Per Assange, il potere liberatorio di Internet risiede nella sua libertà e nell'indipendenza da qualsiasi controllo statale. Crede che solo un accesso libero e non censurato all'informazione possa garantire una vera emancipazione.
Schmidt, invece, vede l'emancipazione come un processo allineato con gli obiettivi di politica estera degli Stati Uniti, mirando a connettere i paesi non occidentali alle imprese e ai mercati occidentali. Questa visione pone l'accento sull'integrazione globale e sull'espansione dell'influenza occidentale.
L'incontro tra Assange e Schmidt ha rappresentato un vero e proprio braccio di ferro sul futuro di Internet. Il libro "Quando Google ha incontrato WikiLeaks" svela la storia di questo scontro, offrendo una trascrizione annotata della loro conversazione e nuovi testi scritti da Assange, che delineano la sua visione del futuro digitale.
Prefazione di Stefania Maurizi.