Un pamphlet appassionante di Victor Serge sulla nascita di un vulcano in Messico, metafora della precarietà umana di fronte alla forza della natura e alla storia.
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"Terremoti (San Juan Parangaricútiro)" di Victor Serge è un'opera intensa e riflessiva, nata dall'esperienza diretta dell'autore con la nascita di un vulcano vicino allo sperduto villaggio messicano di San Juan Parangaricútiro. Serge, testimone di sconvolgimenti politici e personali, intreccia la potenza distruttiva della natura con le fragilità della storia umana.
Victor Serge, figlio di esuli russi, attraversò le file dell'anarchismo e del bolscevismo, vivendo in prima persona le contraddizioni della rivoluzione. La sua critica alla deriva autoritaria lo condusse al gulag, da cui fu liberato grazie alle proteste internazionali, tra cui quella di Gaetano Salvemini. L'esilio in Messico segnò l'ultima tappa della sua vita, dove scrisse questo pamphlet che è una profonda meditazione sulla condizione umana.
Il libro, tradotto per la rivista "Linea d'ombra" dal compianto Sergio Atzeni, esplora il rapporto tra l'uomo e la natura, in un luogo dove la parola "terremoto" assume un significato che va oltre la mera scossa tellurica. La nascita del vulcano diventa una metafora della fragilità delle certezze umane di fronte alla forza primordiale della terra.
Immergiti in un'opera che scava nel profondo dell'animo umano, tra le scosse della storia e i terremoti della natura.